Analisi profonda

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Sono una donna stesa su una foglia:
la foglia è d’argento, la mia carne è d’oro,
graziosa in ogni dove, ma sono divenuta la tua pena
dacché non hai voluto più ascoltare.

Qualunque meta perseguissi, solo nella tua
unica giovinezza, io quella sarei stata,
ansiosa di baciare le braccia, il dritto fianco
perché non l’hai permesso?

Perché mai rilassarti, se non per dormire,
la faccia rovesciata verso il muro,
negandomi colline, frumenti e bianche greggi?

E perché era il tuo corpo
tutto inasprito, in guardia contro me,
ostile, mentre il solo desiderio
che avevo era di farlo luminoso,
perché brunito stesse davanti alla mia tenda ?

Io non potei appagare i tuoi desideri, ma so
che se qualcuno li avesse appagati
non starebbe piangendo la tua pena
come ora piange, in questa oscurità

e piange, alla deriva, anche il mio cuore
senza sperare morte, per questa oscurità,
con solo il tuo dolore nella bocca
per questa oscurità.

(Philip Larkin)

 

(immagine dal web)

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Il cammino fino a te

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Fu lungo il mio cammino fino a te,
la vita intera quasi ti cercai
per serpeggianti avidi incontri
con altri, e tu non venivi.

E fino a dove s’apriva il tuo sguardo,
ombre attraversai e rumori sordi,
ma trapelava da me soltanto
purezza di suoni – per amor tuo.

Ogni tua carezza io piansi,
Prima che fosse nata la difesi,
e il nostro futuro incontro custodivo
con pazienza nel mio petto.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
immensamente lungo, e quando tu davvero
finalmente davanti a me sei apparso,
ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.

Immensi spazi avevo in me raccolto,
sconfinati aromi, timbri e desideri,
e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
che accanto a me dovevi fermarti.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
e ci ha unito per un incontro breve.
Sapendolo… di nuovo sceglierei
questo lungo cammino fino a te.

(Blaga Dimitrova)

 

(immagine dal web)

Ritratto in sepia

Citazione


Cerco verità e bellezza nella trasparenza di una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva di una schiena femminile, nella consistenza di un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà.

Alcune volte, mentre lavoro su un’immagine nella mia camera oscura, fa la sua comparsa l’anima di una persona, l’emozione di un evento e l’essenza vitale di un oggetto, e allora il cuore mi trabocca di felicità e libero il pianto, non riesco a farne a meno.

(Isabel Allende)


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(foto dal web)

Il signore andato via

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Era un signore andato via.
A lei qui rimasta tantissimo mancava.
La traccia da lui lasciata segnava ovunque
intorno a lei l’aria.
Come un quadro spostato
per sempre segna la parete.

(Vivian Lamarque)

 

(immagine dal web)

L’amore ai tempi del colera

Citazione


Così aveva finito per pensare a lui come non si era mai immaginata che si potesse pensare a qualcuno, presagendolo dove non era, desiderandolo dove non poteva essere, svegliandosi d’improvviso con la sensazione fisica che lui la contemplasse nel buio mentre dormiva.

(Gabriel García Márquez)


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(immagine dal web)

Messaggi ricevuti: dagli Urali


Sette monoliti tra i 30 e i 42 m di altezza, le cui modalità di formazione sono ancora sconosciute.
Sono le formazioni rocciose di Manpupuner, fanno parte delle sette meraviglie della Russia.
Un altro straordinario messaggio dal mondo che ci ospita e che non ascoltiamo mai abbastanza.

 

 

Sergei Makurin Ph.

Sergei Makurin, ph.

(immagjne dal web)

Concerto per Pianoforte n. 23 in La maggiore, K 488

Video

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Tra il 1773 e il 1791 Mozart compose la bellezza di ventiquattro grandi Concerti per pianoforte e orchestra, buon numero dei quali, oltre a fondare la sua fama di virtuoso della tastiera, sono entrati a far parte stabile del repertorio classico. Fra questi alcuni spiccano però in modo particolare e godono di un favore straordinariamente esteso: è il caso del Concerto in la maggiore K. 488, che contende a quello in re minore K. 466, prediletto da Beethoven, la palma del Concerto di Mozart più universalmente noto ed eseguito.

Messo al mondo con un certo travaglio all’inizio del 1786 (la data di registrazione nel catalogo delle sue opere è quella del 2 marzo 1786: siamo nel pieno del lavoro alle Nozze di Figaro), il K. 488 è caratterizzato da una speciale brillantezza e vivacità strumentale, ma presenta anche tratti intimamente poetici e preziosi, distribuiti in modo equilibrato, con rara fusione, tra solista e orchestra. A proposito di quest’ultima va notato che l’organico rinuncia ai timbri marziali ed eroici di trombe e timpani, mentre impiega i clarinetti in luogo degli oboi per creare un colore di fondo più dolce e pastoso, insieme morbido ed evocativo. Anche la tonalità di la maggiore ad essi collegata (in la sono tagliati appunto i clarinetti) contribuisce a conferire al Concerto una trasparenza luminosa e velata, e apre orizzonti espressivi inediti nel movimento centrale, impiantato nel relativo di la, fa diesis minore.

Il primo movimento, preceduto da una lunga ed elaborata introduzione orchestrale, è giocato dapprima sull’esposizione dei due temi assai affini tra loro e poi sul loro sviluppo, con vertici di straordinaria potenza rappresentativa. Con un materiale elementare, anche se individualmente definito soprattutto dal punto di vista melodico, Mozart intesse un Allegro che ha un respiro sinfonico intenso e una forte tensione drammatica sfociante nella grande cadenza interamente scritta, e non lasciata all’improvvisazione del solista.

L’Adagio, aperto da un tema in ritmo di siciliana del pianoforte solo, oscilla tra una pensosità accorata che tende a farsi quasi dolorosa e una serenità trasfigurante, affermata decisamente dalla inattesa sezione centrale in la maggiore. La ripresa vede il pianoforte ergersi a protagonista di un dialogo con l’orchestra di profondo lirismo e di assoluta eleganza formale.

Al versante brillante e virtuoslstico appartiene invece l’Allegro assai conclusivo, basato su un continuo rincorrersi e sovrapporsi di frasi tra pianoforte e strumenti, ora spinti anch’essi quasi al rango concertante di solisti: da un tono appassionatamente concitato nasce la fluidità di un discorso lieto e rasserenato, che verso la conclusione tocca anche le sponde dell’umorismo, avvicinandosi allo spirito esilarante della commedia.

Il Concerto in la maggiore K. 488 fu eseguito per la prima volta a Vienna il 7 aprile 1786 in una delle consuete Accademie che vedevano Mozart acclamato protagonista nella duplice veste di autore e interprete: fu quella la sua ultima apparizione come solista sul palcoscenico del Burgtheater.

(fonte: L’Orchestra Virtuale del Flaminio)


 

Tu non sai

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Tu non sai che
il pensiero di una donna
è più veloce di un viaggio.
Mi hai rinnegato molte volte
e mi hai rimandata indietro
di mille anni.
Così oggi ti chiudo la strada
e ho un vigile sempre pronto
che ti sbarra il mio cuore.

(Alda Merini)

 

 

(immagine dal web)

Ogni cosa è illuminata

Citazione


Si addormentava con il cuore ai piedi del letto, come un animale domestico che non faceva parte di lui. E ogni mattina si svegliava con il cuore di nuovo nel forziere della sua gabbia toracica, divenuto un po’ più greve, un po’ più debole, ma ancora in grado di pompare sangue.

(Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata)



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Train de vie

Video

Anziano 1: E chi ce lo da un treno?
Schlomo: Lo comperiamo, al mercato. Vagone per vagone. E poi lo mettiamo sui binari.
Anziano 2: Con che soldi?
Schlomo: Quelli della comunità! E con le offerte! Tutti daranno.
Anziano 3: Quanto?
Anziano 4: E le uniformi?
Schlomo: Non sono gli ebrei i migliori sarti del mondo. Ce le cuciremo noi.
Anziano 5: E le armi, i documenti falsi?
Schlomo: Armi? perché armi? I documenti falsi sì. I documenti folli, basta scriverci sopra il falso, il folle.
Rabbino: Dovremmo anche parlare tedesco senza accento yiddish.
Schlomo: E preparare la partenza. Sgombrare tutto il villaggio senza che nessuno se ne accorga. Si certo, lo faremo. Spiccheremo il volo, Il cielo si unirà alla terra e gli uccelli torneranno.
Donna alla finestra: Dio! perché scegliere gli uomini per dirigere la terra, e un pazzo per mostrargli la via?


http://www.youtube.com/watch?v=uhHxYnH6YFw

 

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(immagine dal web)

De Profundis

Citazione


Rimpiangere le proprie esperienze significa arrestare il proprio sviluppo.
Rimpiangere le proprie esperienze significa porre una menzogna sulle labbra della propria vita.
È quasi come negare l’esistenza dell’anima.

Respingere le proprie esperienze equivale ad arrestare il proprio sviluppo.
Rifiutare le proprie esperienze significa porre una bugia sulle labbra della propria vita.
Non è meno che rinnegare l’Anima.

(Oscar Wilde, da De Profundis)


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(immagine dal web)

La persistente, inquieta verità

Citazione


Non il possesso della conoscenza,
della verità irrefutabile,
fa l’uomo di scienza,
ma la ricerca critica, persistente e inquieta,
della verità.

(Karl Popper)


 

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(immagine dal web)