Io ti chiesi

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Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

(Hermann Hesse)

 

(immagine dal web)

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Quel viaggio chiamato amore

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“Egregia Sibilla,
II mio silenzio deve avervi significato che nulla e più possibile tra noi.”

(Dino Campana)


“Ti ho sognato – mi eri coricato accanto – mi son svegliata che dicevi: “Perdonami”. Allora vuoi dire che lo sai finalmente che t’ho amato? Lo sai che cosa orribile è stata la tua cecità?…Son rimasta fedele alla mia passione, in un modo che tu non puoi forse neppur immaginare.
Non so che cosa mi aspetta. Forse le primavere, se torneranno per me, torneranno tutte come questa, deserte.”

(Sibilla Aleramo)

(Dino Campana e Sibilla Aleramo, da Quel viaggio chiamato amore)

 

 

(immagini dal web modificate da I Giorni e le Lune)

Se mi vieni a trovare

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Se mi stai cercando
mi troverai oltre il regno del nulla.
Dietro il regno del nulla c’è un luogo
dove nelle vene dell’aria scorrono i soffici semi piumosi
che annunciano al più lontano cespuglio il momento della fioritura.
Sulla sabbia puoi vedere le lievi impronte del cavaliere
che è salito di primo mattino sulla collina del sacrificio rossa di anemoni.
Dietro il nulla l’ombrello dei desideri si apre
e da lì esce il canto della pioggia
quando il vento della sete arriva dalle foglie fino alle radici.
Qui si è soli
e in questa solitudine l’ombra di un olmo si prolunga nell’eternità.

“Se mi vieni a trovare
Vieni lentamente e con gentilezza per non spezzare la fragile porcellana
Della mia solitudine.”

(Sohrab Sepehri)

 

(immagine dal web)

Poesie d’amore e di vita

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(…)
Mi è mancata la luce della tua energia
e ho guardato divorando la speranza,
guardato il vuoto che è senza di te una casa,
non restano che tragiche finestre.

Da tanto è imbronciato il tetto ascolta
cadere antiche piogge sfogliate,
piume, quanto la notte ha catturato:

e così ti aspetto come una casa deserta
e tornerai a trovarmi e ad abitarmi.
Altrimenti mi fanno male le finestre.

(Pablo Neruda)

 

(immagine dal web)

La fine del mondo e il paese delle meraviglie


Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime.
È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno,
e anche se si potesse, nessuno capirebbe.
È una tristezza che non può prendere forma,
si accumula quietamente nel cuore
come la neve in una notte senza vento.

(Haruki Murakami)


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(immagine dal web)

Accanto a un bicchiere di vino

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Con uno sguardo mi ha resa più bella,
e io questa bellezza l’ho fatta mia.
Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.

Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.
Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d’amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un’invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell’abbraccio
che mi crea.

Eva dalla costola, Venere dall’onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.

Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

(Wisława Szymborska)

 

 

 

(immagine dal web)

La rabbia


Il mondo potente del capitale ha, come spavalda bandiera, un quadro astratto.
Così, mentre da una parte la cultura ad alto livello si fa sempre più raffinata e per pochi, questi «pochi» divengono, fittiziamente, tanti: diventano «massa».

È il trionfo del «digest» e del «rotocalco» e, soprattutto, della televisione.
Il mondo travisato da questi mezzi di diffusione, di cultura, di propaganda, si fa sempre più irreale: la produzione in serie, anche delle idee, lo rende mostruoso.

(Pier Paolo Pasolini)


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(immagine dal web)

Sfiducia

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Tristezza di queste mie mani
troppo pesanti
per non aprire piaghe,
troppo leggere
per lasciare un’impronta –

tristezza di questa mia bocca
che dice le stesse
parole tue
– altre cose intendendo –
e questo è il modo
della più disperata
lontananza.

(Antonia Pozzi)

Ricorda

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C’è stato un tempo in cui non eri schiava, ricordalo.
Camminavi da sola, piena di risa,
ti bagnavi il ventre nudo.
Dici che ne hai perso ogni memoria, ricorda

Sai come evitare l’incontro con un orso sul sentiero.
Conosci la paura dell’inverno quando senti i lupi radunarsi;
ma puoi stare seduta sulla cima di un albero
ad attendere il far del mattino.

Dici che non ci sono parole per descrivere quel tempo,
dici che non esiste.

Ma ricordalo.
Fa uno sforzo per ricordare.
O, se non ci riesci, inventalo.

(Monique Wittig, Les Guerrilleres)

 

 

(immagine dal web)

La sequenza del fiore di carta

Video


L’innocenza è una colpa, l’innocenza è una colpa! Lo capisci?
E gli innocenti saranno condannati perché non hanno più il diritto di esserlo.
Io non posso perdonare chi passa con lo sguardo felice dell’innocente tra le ingiustizie e le guerre, tra gli orrori e il sangue.
Come te ci sono milioni di innocenti in tutto il mondo, che vogliono scomparire dalla storia piuttosto che perdere la loro innocenza,
e io li devo far morire.

(Pier Paolo Pasolini, da “La sequenza del fiore di carta“)

“La sequenza del fiore di carta”, raccontato qui, nel sito dedicato a Pier Paolo


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(immagine dal web)

Venuto al mondo

Citazione


Non si guarisce mai da ciò che ci manca,
ci si adatta, ci si racconta altre verità.

Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi.

(Margaret Mazzantini)


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(immagine dal web)

da Discredito, denigrazione e diffamazione

Citazione


Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà probabilmente la più brutta epoca della storia dell’uomo: l’epoca dell’alienazione industriale.
Lei ne è già una vittima, in quanto il suo giudizio non è libero proprio nell’atto in cui crede di meglio attuare la propria libertà;
io sono un’altra vittima in quanto la mia libera espressione viene fatta passare per’altra da quella che essa è.

Il mondo si incammina per una strada orribile: il neocapitalismo illuminato e socialdemocratico, in realtà più duro e feroce che mai.

(Pier Paolo Pasolini, L’Ideologia)


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(immagine dal web)