Miss you

Video

 

The Rolling Stones (traduzione del testo qui)

I’ve been holding out so long
I’ve been sleeping all alone
Lord I miss you
I’ve been hanging on the phone
I’ve been sleeping all alone
I want to kiss you

Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh

Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh oooh

Well, I’ve been haunted in my sleep
You’ve been starring in my dreams
Lord I miss you
I’ve been waiting in the hall
Been waiting on your call
When the phone rings
It’s just some friends of mine that say,
“Hey, what’s the matter man?
We’re gonna come around at twelve
With some Puerto Rican girls that are just dyin’ to meet you.
We’re gonna bring a case of wine
Hey, let’s go mess and fool around
You know, like we used to”

Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah

Oh everybody waits so long
Oh baby why you wait so long
Won’t you come on! Come on!

I’ve been walking in Central Park
Singing after dark
People think I’m crazy
I’ve been stumbling on my feet
Shuffling through the street
Asking people, “What’s the matter with you boy?”

Sometimes I want to say to myself
Sometimes I say

Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh

Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
Oooh oooh oooh oooh oooh oooh oooh
I won’t miss you child

I guess I’m lying to myself
It’s just you and no one else
Lord I won’t miss you child
You’ve been blotting out my mind
Fooling on my time
No, I won’t miss you, baby, yeah

Lord, I miss you child

Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah

Lord, I miss you child

Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah

Lord, I miss you child

Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah aaah aaah aaah
Aaah aaah aaah aaah

 

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Amanti


L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche:
se c’è una reazione, entrambi si trasformano.

(Carl G. Jung)


 

DAL GIARDINO DI I GIORNI E LE LUNE (scatto di I Giorni e le Lune, proprietà riservata ©)

DAL GIARDINO DI I GIORNI E LE LUNE
(scatto di I Giorni e le Lune, proprietà riservata ©)


Due petali di un fiore di Magnolia grandiflora, il loro congiungimento…


 

 

 

 

 

(immagine di I Giorni e le Lune, proprietà riservata ©)

 

 

 

 

Solo vento

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Dobbiamo agire come il vento
Il suo messaggio è chiaro,
ma solo per chi è disposto ad ascoltare:
il vento scuote, il vento soffia, il vento è leggero,
il vento non porta con sè quello che non è necessario –
ci invita a lasciare il passato nel suo posto,
niente zavorre,
solo vento.

(Michelle Trevisani)

 

 

 

 

 

(immagine dal web)

Vorrei essere tua madre

Video

 

Roberto Vecchioni

Per amarti senza amare prima me
vorrei essere tua madre
Per vedere anche quello che non c’è
con la forza di una fede
per entrare insieme
nel poema del silenzio
dove tu sei tutto quello che sento.

Per amarti senza avere una ragione,
tranne quella che sei viva,
e seguire il fiume della tua emozione
stando anche sulla riva;
leggerei il dolore
da ogni segno del tuo viso
anche nell’inganno di un sorriso.

Vorrei essere tua madre
per guardarti senza voglia,
per amarti d’altro amore
e abitare la tua stanza
senza mai spostare niente,
senza mai fare rumore:
prepararti il pranzo
quando torni e non mi guardi,
ma riempire tutti i tuoi ricordi.

Ma il problema vero è se ci tieni tu
ad avermi come madre,
fatalmente non dovrei spiegarti più
ogni gesto, ogni mia frase,
mi dovresti prendere
per quello che io sono,
non dovrei più chiederti perdono.

Vorrei essere tua madre
anche per questo,
e mille e mille altre ragioni:
ti avrei vista molto prima,
molto presto,
e avrei scritto più canzoni.
Forse ti avrei messo in testa
qualche dubbio in più,
cosa che non hai mai fatto tu

Forse ti avrei fatto
pure piangere di più,
ma non hai scherzato neanche tu

 

 

L’arte di amare

Citazione


È l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza.
Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi, è una questione di fortuna?

La gente non pensa che l’amore non conti.
Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare
in materia d’amore.

(Erich Fromm)


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(immagine dal web)

Sereno

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Dopo tanta nebbia
a una a una si svelano le stelle.
Respiro.
E nel fresco che mi lascia il colore del cielo,
mi riconosco
in questo gioco infinito.

(Giuseppe Ungaretti)

 

 

 

(immagine dal web)

da Quasi un testamento

Citazione


MIGLIORAMENTO DEL MONDO

Un singolo che faccia qualcosa proponendosi «il miglioramento del mondo» è un cretino.
Per la maggior parte, coloro che pubblicamente lavorano «al miglioramento del mondo» finiscono in carcere per truffa.
Inoltre il mondo riesce sempre alla fine a integrare gli eretici.

Per esempio le beatificazioni e le santificazioni…Ammettete che santifichino Papa Giovanni XXIII: eccolo integrato, messo in un santino e esorcizzato. E non c’è dubbio che Giovanni XXIII abbia contribuito a un possibile miglioramento del mondo.
Ma se qualcuno gil avesse chiesto: «Scusi, lei contribuisce al miglioramento del mondo?», lui l’avrebbe preso in giro, o magari mandato al diavolo, e certamente poi sorridendo avrebbe detto fra sé: «Faccio quello che posso».

In realtà, il mondo non migliora mai. L’idea del miglioramento del mondo è una di quelle idee-alibi con cui si consolano le coscienze infelici o le coscienze ottuse (includo in questa classificazione anche i comunisti quando parlano di «speranza»).
Dunque, uno dei modi per essere utili al mondo è dire chiaro e tondo che il mondo non migliorerà mai, e che i suoi miglioramenti sono metastorici, avvengono nel momento in cui qualcuno afferma una cosa reale o compie un atto di coraggio intellettuale o civile.
Solo una somma (impossibile) di tali parole o tali atti effettuerebbe un miglioramento concreto del mondo.
E sarebbe il paradiso e la morte.

Il mondo può peggiorare, invece, questo sì. E per questo che bisogna lottare continuamente: e lottare, poi, per un obiettivo minimo, ossia per la difesa dei diritti civili (quando si siano ottenuti attraverso precedenti lotte).
I diritti civili sono infatti eternamente minacciati, eternamente sul punto di venire soppressi.
È necessario quindi anche lottare per creare nuovi tipi di società, in cui il programma minimo dei diritti civili sia garantito.
Per esempio, una società veramente socialista.

(Pier Paolo Pasolini)


 

PierPaoloPasolini

 

 

 

 

(immagine dal web)

Cos’è questo golpe? Io so


Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della CIA (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.

Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.

Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere.
Credo che sia difficile che il mio “progetto di romanzo”, sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere.
Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il ’68 non è poi così difficile.
Tale verità – lo si sente con assoluta precisione – sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.
Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all’editoriale del “Corriere della Sera”, del 1° novembre 1974.

Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.
Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.

Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi – proprio per il modo in cui è fatto – dalla possibilità di avere prove ed indizi.
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.
Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
All’intellettuale – profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana – si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.
Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al “tradimento dei chierici” è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.

Ma non esiste solo il potere: esiste anche un’opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito Comunista Italiano.
È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all’opposizione come è il Partito Comunista Italiano è la salvezza dell’Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.

Il Partito Comunista Italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito Comunista Italiano, inteso in senso autenticamente unitario – in un compatto “insieme” di dirigenti, base e votanti – e il resto dell’Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un “Paese separato”, un’isola.

Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel “compromesso”, realistico, che forse salverebbe l’Italia dal completo sfacelo: “compromesso” che sarebbe però in realtà una “alleanza” tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell’altro.
Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.
La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l’altro intatto e non compromesso, non può essere una ragione di pace e di costruttività.

Inoltre, concepita così come io l’ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l’opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.
Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch’essi come uomini di potere.
Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch’essi hanno deferito all’intellettuale un mandato stabilito da loro.
E, se l’intellettuale viene meno a questo mandato – puramente morale e ideologico – ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.

Ora, perché neanche gli uomini politici dell’opposizione, se hanno – come probabilmente hanno – prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni?
È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono – a differenza di quanto farebbe un intellettuale – verità politica da pratica politica.
E quindi, naturalmente, neanch’essi mettono al corrente di prove e indizi l’intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com’è del resto normale, data l’oggettiva situazione di fatto.
L’intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.

Lo so bene che non è il caso – in questo particolare momento della storia italiana – di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l’intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno.
Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che – quando può e come può – l’impotente intellettuale è tenuto a servire.

Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l’intera classe politica italiana.
E lo faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi “formali” della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti.
E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.

Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico – non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento – deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.

Probabilmente – se il potere americano lo consentirà – magari decidendo “diplomaticamente” di concedere a un’altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon – questi nomi prima o poi saranno detti.
Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori).
Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.

(Pier Paolo Pasolini – Corriere della Sera, 14 novembre 1974)


 

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(immagine dal web)

La Bellezza

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Roberto Vecchioni

Passa la bellezza nei tuoi occhi neri,
scende sui tuoi fianchi e sono sogni i tuoi pensieri
Venezia “inverosimile più di ogni altra città
Passa la bellezza nei tuoi occhi neri,
scende sui tuoi fianchi e sono sogni i tuoi pensieri
Venezia “inverosimile più di ogni altra città
è un canto di sirene, l’ultima opportunità
ho la morte e la vita tra le mani coi miei trucchi da vecchio senza dignità:
se avessi vent’anni ti verrei a cercare, se ne avessi quaranta, ragazzo, ti potrei comprare,
a cinquanta, come invece ne ho ti sto solo a guardare
Passa la bellezza nei tuoi occhi neri
e stravolge il canto della vita mia di ieri;
tutta la bellezza, l’allegria del pianto che mi fa tremare
quando tu mi passi accanto
Venezia in questa luce del lido prima del tramonto
ha la forma del tuo corpo che mi ruba lo sfondo,
la tua leggerezza danzante come al centro del tempo e dell’eternità:
ho paura della fine non ho più voglia di un inizio;
ho paura che gli altri pensino a questo amore come a un vizio;
ho paura di non vederti più, di averla persa
tutta la bellezza che mi fugge via e mi lascia in cambio i segni di una malattia.
Tutta la bellezza che non ho mai colto,
tutta la bellezza immaginata che c’era sul tuo volto,
tutta la bellezza se ne va in un canto,
questa tua bellezza che è la mia muore dentro un canto.

 

 

 

Mad World

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Gary Jules – (testo originale qui)

Intorno a me ci sono volti familiari
luoghi logori, volti sfiniti
svegli e felici per le corse quotidiane
senza meta, senza meta

Le loro lacrime hanno riempito i loro bicchieri
nessuna espressione, nessuna espressione
nascondo la testa, cerco di annegare il mio dolore
nessun domani, nessun domani

E trovo un po’ buffo, trovo un po’ triste
che i sogni in cui sto morendo
siano i più belli che abbia mai fatto
e trovo difficile da dirti
e trovo difficile da sopportare
quando la gente gira in tondo
è davvero un mondo folle
un mondo folle

Bambini che aspettano il giorno in cui saranno felici
buon compleanno, buon compleanno
ti fanno sentire come ogni bambino dovrebbe
siedi ed ascolta, siedi ed ascolta

Sono andato a scuola ed ero molto nervoso
nessuno mi conosceva, nessuno mi conosceva
salve professore, dimmi qual è la mia lezione
guarda dritto dentro me, guarda dritto dentro me

E trovo un po’ buffo, trovo un po’ triste
che i sogni in cui muoio
siano i più belli che abbia mai fatto
e trovo difficile da dirti
e trovo difficile da sopportare
quando la gente gira in tondo
è davvero un mondo folle, un mondo folle
espandi il tuo mondo
mondo folle

 

 

 

 

da Lettere luterane

Citazione


I potenti (…) che in questi anni hanno detenuto il potere, dovrebbero andarsene, sparire, per non dire di peggio.
Invece non solo restano al potere, ma parlano.

Ora è la loro lingua che è la pietra dello scandalo. Infatti ogni volta che aprono bocca, essi, per insincerità, per colpevolezza, per paura, per furberia, non fanno altro che mentire.

La loro lingua è la lingua della menzogna. (…)
Il primo dovere degli intellettuali, oggi, sarebbe quello di insegnare alla gente a non ascoltare le mostruosità linguistiche dei potenti (…) il dovere degli intellettuali sarebbe quello di rintuzzare tutte le menzogne che attraverso la stampa e soprattutto la televisione inondano e soffocano quel corpo del resto inerte che è l’Italia.

(Pier Paolo Pasolini, Einaudi 1976)


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(immagine dal web)

Una donna spezzata

Citazione


Ma so che mi muoverò. La porta si aprirà lentamente e vedrò cosa c’è dietro.
C’è l’avvenire. La porta dell’avvenire sta per aprirsi.
Lentamente. Implacabilmente. Io sono sulla soglia.
C’è soltanto questa porta e ciò che v’è nascosto dietro.
Ho paura. E non posso chiamare nessuno in aiuto.
Ho paura.

(Simone de Beauvoir)


 

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(immagine dal web)

La morte non è niente

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La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

(Henry Scott Holland)

 

 

 

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Lei

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Lei non permette a niente e nessuno di rubare la sua tenerezza.
Lei non consente alle sue esperienze passate, alla paura degli altri, alla sua vulnerabilità, di fermare il flusso della sua energia sessuale.
Lei è consapevole del potere e della forza di una donna che è in grado di abbracciare completamente la sua sensualità e che si arrende veramente alla donna che è.
E lo fa.
Sapendo che non c’è nulla di cui aver paura o di cui vergognarsi.
Tutti i giudizi o le etichette che altri vogliono mettere su di lei, non dicono nulla di lei o di chi è.
Lei è l’unica persona che conosce e riesce a trovare il suo vero sé.
Lei sa che nel momento che dimentichiamo di essere fedeli a noi stessi, tradiamo le nostre anime.
Lei ascolta quella voce, quel poco di voce che inizia a sussurrare dal suo ventre.
Lei ha scelto il silenzio
Ha creato momenti quotidiani in cui riflettere sulle sue esperienze.
Lei sta imparando ad ascoltare la saggezza che parla dal suo ventre.
Lei è una donna sensuale.

(Tara Isis Gerris)

 

 

 

 

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Quel che si deve fare

Citazione


Io spero che la descrizione delle grosse difficoltà e dei compiti che ci si ammassano dinanzi non operi su nessuno di voi, come non opera su di me, nel senso di raffreddare il vostro zelo e la vostra energia; al contrario, quanto più gravoso è il compito, tanto più raccoglieremo tutte le forze, e non dimentichiamolo: la rivoluzione sa attuare la propria opera con enorme celerità. lo non mi accingo a profetizzare quanto tempo occorre per questo processo.

Chi di noi sta a fare i conti, che c’importa se la nostra vita basta appena allo scopo?
Importa soltanto, che noi sappiamo con chiarezza e precisione quel che si deve fare.

(Rosa Luxemburg, 1919)


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(immagine dal web)