Sii gentile con la paura

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Sii gentile con la paura.
E’ figlia del non conosciuto.
Ha viaggiato anni luce per cercarti.
Non essere spaventato/a di sentirla totalmente.
Non ti farà del male.
Lasciala venire più vicino, lascia che ti penetri se deve.
Senti la sua vitalità, è un colpo al cuore, vibrazioni e fremiti nel corpo.
Fino a che non ci sarà devisione fra “sé” e “paura”.
Fino a che tu non potrai chiamarla “paura”.
Fino a che ci sarà solo vita, cruda ed immediata, e senza nome, e benevola.
Paura è una breccia dello sconosciuto,
una distruzione di certezze.
E’ la forgiatura di un nuovo sentiero nella vastità della notte.
E’ il brivido di esser svegli.
La paura ti ricorda
che vivi sulla soglia del mistero.
Che bevi dalla fontana della possibilità.
Che il tuo essere è vasto.
Che solo il falso può morire.
Non spingere via la paura, o etichettarla come “negativa” o “non spirituale”.
Non fingere che non ci sia.
Non correre a cancellarla, o trasformarla, o anche guarirla.
Non è una nemica, non è un errore.
Custodisce grande intelligenza e potere di guarigione.
E’ antica e saggia.
Inchinati ad essa.
Lascia che la paura sia paura, pienamente.
Ma non esserne spaventato.
Lascia che il corpo tremi, che il cuore si scuota.
E sappi che sei presente.
E aperto/a, e in apertura.
Lascia che la paura, così incompresa,
torni e trovi pace nel tuo vasto cuore.
Ergiti sulla soglia,
compi il primo passo nel vuoto.
Forse stai tremando, ma sei così dannatamente vivo.

(Jeff Foster)

 

 

(immagine dal web)

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