Pericoloso sporgersi

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Vedi, io sono stufa degli uomini.
Le loro preghiere, il loro vello,
La loro fede, i loro modi,
Ne ho abbastanza delle loro virtù sovrabbondanti,
provocanti
Ne ho abbastanza delle loro carcasse.
Benedicimi pazza luce che rischiara le montagne divine
Io aspiro a diventare vuota come lo sguardo silenzioso
Dell’insonnia.
Io aspiro a ridiventare stella.

(Joyce Mansour, Tratto da “Pericoloso sporgersi” in Le surréalisme meme 2 1957)

 

 

 

(immagine dal web)

 

 

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La morte non è niente

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La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

(Henry Scott Holland)

 

 

 

(immagine dal web)

Invictus

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Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l’indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

(William Ernest Henley)

 

 

 

(immagine dal web)

 

Planare

Snow Geese, Dawn Flyout, Bosque del Apache Wildlife Refuge, New Mexico

Il problema
col paradiso è
che non c’è passione

il problema
con l’inferno è
che non c’è amore

A questo punto un vero Purgatorio
sembrerebbe
il luogo ideale su cui planare

sferzando
le betulle
sfiorando
i canneti
ammarare
e scrollarsi
l’acqua
dalle ali

(Alexander Hutchison)


 

 Arrival of the Birds – The Cinematic Orchestra ♪ ♫

 

 

 

(immagine dal web)

Il tuo cuore lo porto con me

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Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

(Edward Estlin Cummings)

 

 

 

(immagine dal web)

 

Tu sei la mia storia

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Cantata
narrata
evocata
dentro me.
Tu sei
la poesia
che non so
comporre,
il romanzo
che non oso
raccontare.
Mi hai inciso
crudele
il tuo nome
sul cuore.
Inchiostro
rosso
che scorre
nelle vene
e poi più giù
in profondità,
nelle carni
nelle ossa.
Lo sento urlare
quasi impazzito.
Non conosce pietà
nel rammentarmi che
tu sei la mia storia.

(Maggie Sullivan)

 

 

(immagine dal web)

Analisi profonda

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Sono una donna stesa su una foglia:
la foglia è d’argento, la mia carne è d’oro,
graziosa in ogni dove, ma sono divenuta la tua pena
dacché non hai voluto più ascoltare.

Qualunque meta perseguissi, solo nella tua
unica giovinezza, io quella sarei stata,
ansiosa di baciare le braccia, il dritto fianco
perché non l’hai permesso?

Perché mai rilassarti, se non per dormire,
la faccia rovesciata verso il muro,
negandomi colline, frumenti e bianche greggi?

E perché era il tuo corpo
tutto inasprito, in guardia contro me,
ostile, mentre il solo desiderio
che avevo era di farlo luminoso,
perché brunito stesse davanti alla mia tenda ?

Io non potei appagare i tuoi desideri, ma so
che se qualcuno li avesse appagati
non starebbe piangendo la tua pena
come ora piange, in questa oscurità

e piange, alla deriva, anche il mio cuore
senza sperare morte, per questa oscurità,
con solo il tuo dolore nella bocca
per questa oscurità.

(Philip Larkin)

 

(immagine dal web)